Mon 15 Nov 2010
Il concetto di intelligenza artificiale può essere cristallizzato nella considerazione che l’idea stessa di intelligenza artificiale ha come base e cioè la creazione di una macchina priva di debolezze umane ed efficientissima come un computer nella risoluzione dei problemi tecnici, ma a cui sia possibile trasferire le caratteristiche dell’intelletto umano, ovvero intelligenza, creatività, senso critico, sensibi lità capacità di immaginazione ed anche forse i sentimenti ed il tipo di percezione emotiva che un essere umano può avere. Nell’immaginario popolare è proprio questa la percezione comune che si ha, se si pensa ad un prototipo di intelligenza artificiale. Un certo tipo di cultura intellettuale ha costruito questo concetto nell’arco della storia. Quest’idea rivoluzionaria ha attraversato le menti illuminate da decenni. Uno dei primi tentavi di contestualizzare e rimarcare i limiti d’azione dell’intelligenza artificiale fu messo in atto da Isaac Asimov , scrittore e biochimico americano di origine russa che, con le sue opere letterarie importantissime come ”Io,robot”, “Il secondo libro dei robot”, “ Antologia del bicentenario” e “Tutti i miei robot”, non solo elaborò un’ intelligenza artificiale di nuova concezione, ma gettò anche le basi per la cibernetica ,specie nei nove racconti che compongono “ Io, robot” vengono illustrate le tre leggi alla base delle scienze cibernetiche : Prima Legge: un robot non può recare danno a un essere umano, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno;Seconda Legge: un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, a meno che questi ordini non contrastino con la Prima Legge; Terza Legge: un robot deve salvaguardare la propria esistenza, a meno che questa autodifesa non contrasti con la Prima o la Seconda Legge. La prima denuncia fortissima sui rischi etici di un tale tipo di possibile prospettiva si possono rilevare anche in maniera esplicita se si analizza una delle più colossali opere mai realizzate sul tema: la pellicola “Blade runner” di Ridley Scott in cui il protagonista Deckard, cacciatore di taglie, deve ricondurre alla ragione sei replicanti scappati dalle colonie extramondo e giunti a Los Angeles per cercare di farsi una vita propria e vivere le loro emozioni appieno . Deckard riuscirà alla fine da eliminarli tutti, ma nello scontro finale con il loro leader ne uscirà sconfitto ed anzi la sua vita sarà risparmiata dal replicante che in un intenso monologo, che di fatto conclude il film, afferma:« Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire». Po si toglie la vita dopo aver salvato quella del suo antagonista, che rimarrà segnato nell’animo per sempre dopo aver visto tanta sensibilità negli occhi di un androide. La pellicola, che è diventata un icona pop e che è tratta dal romanzo di Philip K. Dick, “ Ma gli androidi sognano pecore elettroniche?”, ha sollevato la questione etica a livello planetario e ha fatto sorgere il dubbio morale sulla effettiva congruità del donare ad una macchina intelligenza paritaria a quella umana e ci si è cominciati a porre la domanda se fosse oppurtuno correre il rischio di paradossi come quelli messi in evidenza dalla pellicola. E’ giusto rendere sottoposti all’uomo esseri pensanti che hanno una sensibilità che potrebbe essere pari alla sua? Il dibattio èancora aperto.
Il film di Ridley Scott è del 1982 ma la questione è ancora più che attuale ed a livello etico di sicuro rappresenta il limite più grande che sta alla base della sperimentazione in questa direzione ,ma se il più grande tema sollevato da quella stagione fu la messa in discussione del diritto umano a creare e plasmare un intelligenza sensibile solo per i propri scopi, il dibattito che seguì a ruota fu quello che sottolineava il fatto che un intelligenza sovraumana che sorpassi i limiti psico-fisici dell’uomo potrebbe trasformare l’uomo in un dipendente dalla macchina. Avrebbe così luogo il paradosso della dualità hegeliana tra schiavo e padrone. I prototipi di intelligenza artificiale esistenti ,come il computer che gioca a scacchi, sono appunto circoscritte ad un solo ambito e fanno concorrenza al genere umano in un solo aspetto del suo essere, ma se si concepisse l’intelligenza artificiale come un tipo di intelligenza che abbia le caratteristiche di efficienza del computer e le caratteristiche cognitive dell’uomo si creerebbe un tipo di intelligenza superiore a quella umana e tutto ciò aprirebbe un nuovo fronte di discussione etica. Infatti questa potrebbe essere l’ultima invenzione umana perché un tipo di intelligenza del genere darebbe vita ad un regime di autoreferenza tra le macchine che non avrebbero più bisogno dell’assistenza dell’uomo nelle loro attività e ci ingloberebbero privandoci del nostro attuale predominio intellettivo sul resto delle specie terrestri. Inoltre poichè ogni aspetto delle facoltà umane è un esercizio cognitivo, le macchine diventerebbero superiori all’ uomo anche dal punto di vista morale e depositarie di verità etiche difficilmente comprensibili anche dall’uomo e risultando più sapiente dell’uomo e quindi giudice delle questioni umane.
Queste riflessioni di natura morale rendono ancora più complicato analizzare una questione epocale che aprirebbe orizzonti di progresso inimmaginabili per il genere umano che porta inevitabilmente a considerare i suoi terribili rischi. In definitiva è una prospettiva che ha un fascino unico, ma come tutti i cambiamenti e i momenti di crescita comporta degli enormi interrogativi e tentennamenti. Magari un giorno l’uomo si convincerà a rischiare, ricordando sempre che in questo modo un nuovo elemento pensante si inserirebbe nel panorama della vita terrestre. Dunque solo il tempo potrà rispondere alla domanda “Ma gli androidi sognano pecore elettroniche?”.
SITOGRAFIA
http://www.estropico.com/id323.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Isaac_Asimov
http://it.wikipedia.org/wiki/Blade_runner
